Le risposte a “Indovina chi”

Eccoci pronti a rivelare le soluzioni al nostro gioco letterario “Indovina chi”:

  1. Il giardino dei Finzi-Contini – Giorgio Bassani (1962). Il personaggio da indovinare era quello di Micol Finzi-Contini. Nel breve estratto (incipit del cap. 6 del romanzo) erano disseminati alcuni piccoli “indizi”: la parola giardino, un riferimento temporale (1929) e un’altra parola fondamentale, memoria.
  2. Il villaggio di Stepàncikovo e i suoi abitanti – Fjòdor Dostojevskij (1859). Qui c’era da indovinare il personaggio di Fomà Fomic memorabile parassita e letterato inconcluso e inconcludente di una delle opere meno note di Dostoevskij e l’unica dal grande umorismo corrosivo. L’estratto presentato era nella traduzione, per Sellerio, di Alfredo Polledro.
  3. Dona Flor e i suoi due mariti – Jorge Amado (1966). Da indovinare il nome della protagonista del romanzo dello scrittore brasiliano, Dona Flor. I numerosi indizi gastronomici disseminati nel breve estratto riportato, oltre al nome del suo scapestrato e amato primo marito, accompagnano il lettore in un’opera che è anche, da parte di Amado, una dichiarazione d’amore per la cultura bahiana, la sua miseria e la sua grandezza, oltre che per una struggente storia d’amore che varca i confini della vita e della morte.
  4. Cime tempestose – Emily Bronte (1847). Qui siamo alla descrizione iniziale del signor Heathcliff, tutta giocata nel contrasto tra modi da gentlemen e una certa aria di indecifrabile ruvidezza.
  5. L’ iguana – Anna Maria Ortese (1965). Nella fiaba surreale di una grande penna dimenticata della narrativa italiana, emerge oltre al personaggio che da il titolo al testo, anche la vicenda personale, travagliatissima, del nobile idealista conte Daddo, personaggio di cui l’estratto propone la descrizione.
  6. La signora Dalloway – Virginia Woolf (1925). Qui c’era da indovinare il personaggio di Mrs. Dalloway il cui lungo monologo interiore costituisce il “plot” del grande romanzo della Woolf. Indizi: l’immagine della finestra e il richiamo alle onde entrambe immagini tipicamente woolfiane e l’accenno al qualcosa di tremendo cioè il suicidio dell’altro personaggio fondamentale dell’opera, Septimus.
  7. Il tallone di ferro – Jack London (1908). Si parla di Ernest Everhard il superuomo rivoluzionario creato dalla fervida penna di London, il giustiziere senza macchia né paura dell’ingiustizia, l’animo nobile che disprezza i nobili. Un testo su cui si sono formate generazioni di giovani idealisti e rivoluzionari del ‘900.
  8. Chèri – Colette (1920). Parliamo ovviamente di Chèri Peloux, il memorabile personaggio creato da Colette e su cui non è necessario dilungarsi talmente è noto. Indizi: Lèa, il nome della fascinosa e matura donna da lui amata e le allusioni all’educazione offerta al giovane dalla madre Charlotte.
  9. Il deserto dei tartari – Dino Buzzati (1940). L’estratto descriveva la partenza destinazione Fortezza Bastiani per il tenente Giovanni Drogo, nell’opera, insieme ai racconti, più famosa dello scrittore bellunese.
  10. Il buon soldato Sc’veijk – Jaroslav Hasek (1921). Forse l’opera più difficile da indovinare tra le 10 proposte, eppure la più dissacrante parabola antimilitarista della storia della letteratura mondiale: l’epopea del soldato Sc’veijk del ceco Hasek (i cui geni verranno ritrovati a pieno titolo nell’altro grande ceco irregolare Bohumil Hrabal) .
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Autore: ilprismadinewton

Blog indipendente di contaminazioni letterarie

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